ansia

Cos’è l’ansia?

Molte sono le situazioni sociali che possono generare situazioni d’ansia nelle persone: essa può essere definita come uno stato di apprensione, di tensione, di disagio che scaturisce dall’anticipazione di un pericolo. Si accompagna a modificazioni fisiologiche simili alla paura. L’ansia può essere considerata patologica solo quando è presente in grado tale da interferire con l’efficienza della vita e il conseguimento degli obiettivi. Il vissuto è di una sproporzione tra le capacità e le forze personali e l’entità dei problemi da affrontare. Lo stato d’ansia può variare di intensità e fluttuare nel tempo in funzione della minaccia percepita. L’ansia dà un sentimento di insicurezza, di impotenza di fronte ad un danno percepito; può costituire fonte di preoccupazione oppure manifestarsi come tendenza a sfuggire e ad evitare la minaccia.

Esiste anche però un’ansia appropriata, o preoccupazione, che preserva la vita e porta esiti abbastanza positivi: quest’ansia dà il controllo dei propri sentimenti e aiuta a gestire le situazioni pericolose o difficili in modo efficiente. L’ansia inappropriata, o il panico, in genere fa l’opposto: fa perdere il controllo di se stessi, e di conseguenza si reagisce malamente.

Cosa sono gli attacchi di panico?

Gli attacchi di panico durano generalmente solo alcuni minuti ma causano al paziente una considerevole angoscia. L’attacco ha un inizio improvviso, raggiunge rapidamente l’apice ed è spesso accompagnato da una sensazione di pericolo o di catastrofe imminente, oltre ad allarmanti sintomi fisiologici, come soffocamento, vertigini, sudorazione, tremore e tachicardia, viene descritta solitamente la paura come intensa, come se si fosse in procinto morire, di potere perdere il controllo, di avere un infarto, di “impazzire”.

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